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domenica 14 ottobre 2012

GOOD BYE NONNA

Dopo due mesi e qualche giorno, la nonna Beatrice è in partenza. E' arrivata che Eddie era uno scriciolino di poco più di tre chili  e dieci giorni di vita e lascia un piccolo ometto che non entra più nelle tutine da neonato che ci ha portato dall'Italia.
Ci lascia con un giardino rifiorito e ordinato.
Un papà rieducato alla sana e corretta alimentazione (colazione, pranzo e cena) e istruito con qualche parolina in più in italiano (purtroppo solo l'ultima sera ha scoperto il google traslator sull'i-phone).
Entrambi con qualche chilo in più dovuto a paste, pizze, pane e lasagne home made.
Una stanza per gli ospiti vuota, ancora troppo grande per trasferirci il lettino di Eddie.
Con meno ore di sonno (intratteneva il bebè con canti e chiacchiere ogni tanto al mattino) e aiuto in domestico.
Grazie mamma sei stata preziosissima in questi due mesi, non abbiamo avuto tempo di commuoverci all'areoporto, perchè causa Eddie e parcheggio siamo dovuti scappare appena fatto il check in, ma appena rientrati a casa si è sentito il vuoto e un piantino ci è scappato.

martedì 19 giugno 2012

BABY SHOWER PARTE TERZA

Ebbene si la baby shower e' stata una riuscitissima festa, i preparativi, la stanchezza e il caos che regnava sovrano in casa il giorno dopo ne' sono valsi completamente la pena.

Non avendo una grandissima cerchia di amicizie (specialmente femminili) avevo invitato un po' tutte le mie conoscenze (anche quelle che non vedevo da tanti mesi e le due vicine di casa), e con grande sorpresa sono venuti tutti ad eccezione della German Mum, ma era giustificatissima perche' sabato alle 18.00 ha messo al mondo il piccolo Finn (ebbene si non lo hanno chiamato Kimba, probabilmente si sono ravveduti), quindi era in tutte altre faccende affaccendata.

 I cibi/dolci preparati praticamente per la prima volta in diretta (avevo scaricato le ricette da internet) sono riusciti praticamente al primo colpo, forse non erano perfetti ma tutti hanno mangiato e nessuno si e' lamentato di avvelenamento, beati australiani che si strafogano di tutto senza mai lamentarsi.

I giochi preparati (fa parte della tradizione organizzare dei giochi a premi) hanno riscosso molto successo, entusiasmo nelle partecipanti e hanno aiutato a legare e creare team (essendo tutte persone che bene o male si incontravano per la prima volta). Per citare i giochi abbiamo fatto un bingo/tombola ed indovinare la misura della mia pancia.

Mi sono sentita come ad un matrimonio, sia per il fatto di cercare di amalgamare gli ospiti, perche' saltavo dall'uno all'altro per chiacchierare ed aggiornarmi, per l'ammontare di regali ricevuti e per l'affetto e l'amicizia che ci hanno circondato in tutto il pomeriggio. La serata poi sono arrivati alcuni altri amici e la famiglia di Greg si e' accampata a dormire nella camera degli ospiti e sul divano.

E' stata la prima giornata da quando sono rientrata qui a Sydney (ottobre 2011) dove mi sono sentita al cento per cento a casa qui in Australia. Voi direte davvero? Un po' la gravidanza e l'ormone che mi fanno diventare piu' nostalgica un po' il fatto che non e' facile vivere lontano dai propri affetti (famiglia ed amicizie) e specialmente non e' cosi' semplice ricrearsene di nuovi. Sono fortunata perche' alcuni amici se si possono definire storici li ho incontrati non appena arrivata qui a Sydney e sono tutt'ora al mio fianco. Poi tramite il mio nuovo status di futura mamma probabilmente il nostro cerchio sociale cambierebbe comunque anche in Italia, quindi rimango aperta. 

martedì 10 aprile 2012

NOSTALGIA CANAGLIA


Buona pasqua a tutti, specialmente in Italia, perché' qui effettivamente non e' sentita tanto. Primo non esistono le uova di pasqua con la sorpresa, puoi trovare solo in qualche negozio rarissime uova Ferrero ad un prezzo spropositato tipo sopra i 15 dollari. Secondo ci sono ancora in vendita i pandori e panettoni di Natale come se fossero oro.
Il tipico dolce e' il cross bun una specie di pan brioches con cioccolata o uvetta con questo forte retrogusto di cannella, li mangi spalmandoli di burro (perché' sapete che gli inglesi il pane, non quello bello croccante che abbiamo da noi, ma quello morbido lo mangiano solo ed esclusivamente se imburrato). Li ho presi in panificio pensando che fossero piu' buoni di quelli venduti inscatolati al supermercato, ma o il panificio era scadente o non sono di mio gradimento. Brasiliani ed australiani sono impazziti dicendo che erano buonissimi.
Non voglio fare l'italiana snob sul cibo, ma i dolci qui non sono un gran che', sembrano delle meraviglie a prima vista ma quando li assaggi senti solo il forte sapore di burro, non hanno quel gusto particolare e ricercato della nostra pasticceria. Ho provato vari posti con delle paste che sembrano da strapparsi i capelli ma il gusto poi ti delude sempre un po'. Comunque dopo qualche mese di solo questo ci si fa l'abitudine e tutto sembra buono di nuovo.

Per evitare il magone pasquale e di tutte le festività' passate lontane da casa ho proposto a Greg di andare via per il week end. Cosi' partiamo il venerdì' mattina (qui il venerdì' santo non si lavora) e dopo un'oretta di coda per uscire dalla città' siamo riusciti a raggiungere la South Coast. Ovviamente non avevamo prenotato nulla, noi siamo sempre un po' sprovveduti, ma ci siamo detti un buchino lo troveremo.
Siamo scesi fino a Jervis Bay, dove c'e' un bellissimo parco nazionale dove si può' campeggiare, le spiagge sono bianchissime e il mare cristallino. Inoltre il tempo e' stato veramente clemente e ci ha permesso di fare il bagno e non soffrire il freddo durante la notte passata in tenda.
Ebbene si con il pancione me la sono dormita all'agghiaccio, ma eravamo super attrezzati: materasso gonfiabile queen size, lenzuola, piumino e cuscini direttamente dal letto di casa. L'unico piccolo inconveniente il materasso deve avere un piccolo foro, perché' a meta' notte ci siamo svegliati che stava sgonfiandosi, il mattino sembravamo su un letto ad acqua ovunque io mi muovevo Greg rimbalzava dall'altra e viceversa e se uno di noi si alzava l'altro sprofondava a terra bellamente. Comunque il problema della notte successiva non si e' posto perché' purtroppo era tutto prenotato e non siamo riusciti a trovare un buchino per fare una notte in più'. Inoltre   quella talpa del padre del nostro piccolino ha portato solo le lenti a contatto dell'occhio destro (doppie) dimenticando a casa quelle del sinistro, ho provato a prestargli le mie di un bel po' di diottrie inferiori, ma era mezzo cecato.
Quindi ci siamo goduti la giornata nel parco e nel primo pomeriggio ci siamo riavviati verso casa passando dalla deliziosa citta' di Berry, tutta negozietti di arredamento e arte e caffè' e sale da the stile molto europeo e super curata.

Una peculiarità' di questo parco e' il piccolo villaggio chiamato Wreck Bay (che tradotto significa baia del relitto, non capisco se ha un secondo significato negativo) dove sono stati 'spediti' tutti gli aborigeni che  abitavano la zona prima che diventasse parco nazionale. Ci siamo passati in macchina, ma quei pochi che abbiamo visto per strada ci hanno guardato in cagnesco e lungo la via di uscita c'erano dei ragazzini che lanciavano pietre. Come potrete capire il bianco non e' molto ben voluto. Primo perché' li ha relegati in questo villaggio sacrificando la loro terra, secondo per il rapporto che esiste tra australiani e aborigeni. Non e' molto positivo e per quando il governo abbia o non abbia fatto non c'e' il minimo segno di integrazione.
Loro vivo nella natura e con la natura, non si vogliono adeguare al progresso, alla medicina occidentale, al nostro modo di vivere. Sono stati devastati dall'alcool portato dai primi inglesi arrivati qui e tutt'ora vivono ai margini dalla società' e raramente riescono ad inserirvici in maniera positiva. Ma questo sarebbe un argomento degno di un proprio post. Appena ho del tempo vorrei approfondire l'argomento consigliandovi anche alcuni libri e film al riguardo.

Concludendo siamo rientrati il sabato sera con me alla guida, perché' la talpa non riusciva nemmeno a leggere la targa della macchina in fronte a noi, per trascorrere la pasqua in città' con nulla di programmato, perche' la famiglia di Greg e' lontana, tutti gli amici avevano organizzato week end altrove.
Infatti domenica mattina ho cercato di tenermi occupata lavando tutte le cosine che ci sono state date da vari amici per il pupottolo e facendo un po' di ordine in casa, ma ero di pessimo umore, ed anche il tempo uggioso non prometteva nulla di buono. Quindi mi sono trovata a fregare la cover del passeggino piangendo di nostalgia. Greg allora mi ha subito mandata a fare una doccia tirare a lucido e siamo usciti in per pranzo. Ristorante con cuoco italiano che mi ha rincuorato con un ottimo filetto al pepe verde.
Non me la sono sentita di chiamare la family perche' non mi andava di scoppiargli a piangere in faccia mentre loro si appropinquavano a fare il pranzo pasquale. Ho rimandato tutto alla pasquetta dove ho visto in  diretta tutta la mia sacra famiglia.